Tu chiamale, se vuoi, emozioni. Un Catanzaro che ha sfiorato la perfezione, una squadra che finalmente ha trovato la sua dimensione, un allenatore che – esauriti gli esperimenti di inizio torneo – si sta dimostrando un vero punto di forza. E dall’altra parte c’era un Cesena attrezzato, non una squadretta qualunque, un organico di tutto rispetto, un team ben organizzato.
Ma di questi tempi non ce n’è per nessuno, poiché siamo superiori in mezzo, non soffriamo più dietro (che Cassandro ragazzi!!) e finalmente abbiamo un centravanti vero (Pittarello in gran spolvero: bravo, anzi bravissimo). E così, con un ritmo apparentemente monocorde, in realtà tagliente e tesissimo, la squadra di Aquilani centra la quinta vittoria consecutiva, si piazza al quinto posto in classifica, forma un solco profondo con le zone basse, aumenta le dosi di autostima.
D’altronde, se in campo hai non uno, ma tre registi principeschi come Pigliacelli, Petriccione e Iemmello, le cose ti vengono più facili. Ma non dimentichiamo che queste vittorie vengono da lontano, da mesi di duro allenamento, da prove continue e ripetute, da cambiamenti effettuati in costanza di campionato.
Godiamoci il momento, esultiamo come fanno gli Ultras per la ritrovata serenità, viviamo alla giornata, stropicciamoci gli occhi per un Iemmello stratosferico. Il futuro non lo conosce nessuno, quindi meglio stare con i piedi ben piantati in terra ed aspettare gli eventi.
Finché ci sarà una società come quella dei fratelli Noto, si può dormire serenamente su sette guanciali. Per il paradiso c’è tempo: e’ molto meglio se ogni cosa sarà sussurrata, solo accennata, appena allusa, non fosse altro che per una questione scaramantica.
Forza Giallorossi.

