Oggi conviene parlare della prestazione, mettendo da parte errori arbitrali (ho perso il conto) e risultato. Ebbene, tutti hanno potuto constatare una squadra in crescita costante, coesa, pericolosa nelle ripartenze, cazzuta nei momenti topici. La prova è stato l’applauso finale di una curva immensa, che giustamente ha tributato gli onori ad un gruppo che ci regalerà molte soddisfazioni nei mesi a venire.
Il Frosinone non è sembrata una corazzata, ha un gioco discreto, un uomo fuori categoria (Gjedemjes) ed è ben messa in campo da un allenatore molto preparato. Ma il Catanzaro è un animale rabbioso, ha denti acuminati, non porge l’altra guancia, forse gli manca l’istinto killer che solo un attaccante con l’innato fiuto del gol può dargli. Ed anche con l’uomo in meno (espulsione di Frosinini) gli uomini di Aquilani non hanno concesso campo, dimostrando maturità e forza d’animo.
Per il resto, dovremmo spendere parole di fuoco per un arbitraggio men che mediocre, un signorotto imbarazzante che ha dato prova di una gestione della gara a dir poco parziale, che ha fischiato falli in unica direzione, che ha commesso evidenti errori tecnici, in una parola, che ha fatto pesare il suo debole tasso tecnico “favorendo” clamorosamente i primi della classe. Per i giallorossi ennesime buone prestazioni di’ Favasuli, Casssndro, Cisse’ (andatevi a rivedere l’assist che regala a Pittarello d’esterno, roba per palati fini) e partita che – risultato a parte- ci consegna una consapevolezza che questa squadra ha un cuore e polmoni d’acciaio. Orgogliosi e leggermente arrabbiati lasciamo lo Stirpe, tra mezzi sorrisi e un lieve rimpianto. Nuove prove ci attendono, ma il Catanzaro c’è, siatene certi.
Forza giallorossi.

