La fiducia nella prestazione non cancella l’errore che costa la partita. Dopo la sconfitta di Cesena, Mignani tiene insieme le due questioni: il Catanzaro, a suo giudizio, avrebbe meritato almeno un punto, ma sul calcio piazzato concluso dal colpo di testa di Gelli poteva difendere meglio. È da questo equilibrio, tra segnali di crescita e responsabilità da correggere, che il tecnico vuole ripartire.
«Probabilmente il fallo era evitabile, probabilmente il traversone che arrivava da lunga distanza poteva essere letto meglio», osserva l’allenatore. Nessun tentativo, dunque, di liquidare il gol come un episodio soltanto sfortunato. Mignani riconosce il merito del Cesena e la qualità della rete, pur collocandola nel momento in cui riteneva che i giallorossi avessero guadagnato campo e iniziativa.
La sua lettura distingue nettamente le due frazioni. Nel primo tempo il maggiore possesso dei padroni di casa ha trovato un Catanzaro ordinato, capace di concedere poco e di cercare le ripartenze, non tutte sfruttate con la stessa efficacia. Dopo l’intervallo, invece, il tecnico ha visto una squadra più presente nella gestione del gioco. Da qui l’amarezza: «Questa è una partita della quale avrei accettato sicuramente il pareggio, ma la sconfitta mi lascia l’amaro in bocca perché credo che i miei ragazzi non l’abbiano meritata».
Anche la sostituzione di Iemmello rientra nella ricerca di soluzioni contro la pressione del Cesena. Il piano iniziale prevedeva di trovare l’attaccante tra le linee, provando ad attirare in avanti uno dei due difensori centrali. Il filtro dei centrocampisti avversari ha però limitato questa possibilità. L’inserimento di un giocatore con caratteristiche diverse mirava allora ad attaccare gli spazi nell’uno contro uno: Mignani ha richiamato, a sostegno della scelta, il movimento e la gestione del pallone nell’azione terminata con un salvataggio sulla linea.
Per il tecnico, arrivato alla terza partita sulla panchina giallorossa, la distanza tra lavoro e risultati resta il problema principale. Nel bilancio distingue l’esordio, affrontato il giorno dopo il suo arrivo, dalle successive gare di Padova e Cesena, nelle quali ritiene che la squadra abbia risposto alle richieste e raccolto meno di quanto prodotto.
È una valutazione che ora deve trovare riscontro nei punti necessari a migliorare la classifica. L’applicazione riconosciuta al gruppo è una base, non ancora una soluzione: ridurre gli errori sui piazzati e sfruttare meglio le occasioni per attaccare sono indicazioni concrete lasciate dalla trasferta del Manuzzi. Mignani insiste sulla continuità: «Dobbiamo credere nel lavoro che stiamo facendo perché già oggi secondo me si è visto qualcosa».

