Ed eccoli i primi mugugni dei soliti disfattisti. Due partite, due pareggi, due punti solamente ed una squadra di troppi giovani che non esprime un bel gioco. Queste le considerazioni di questi “intenditori” di calcio. Ma forse questa minoranza insignificante (per fortuna) ha dimenticato troppo presto quanti anni abbiamo trascorso in terza e quarta serie, dalla stagione 1990/91 in poi. E allora glielo ricordo io: 14 anni di serie C/2, 2 anni di serie C/1, 4 anni di Lega Pro – Seconda Divisione, 2 anni di Lega Pro – Prima Divisione, 3 anni di Lega Pro e 6 anni di serie C, con 2 anni di serie B, sportivamente parlando, da dimenticare. I conti tornano, sono 31 anni di inferno. E le squadre incrociate ve le ricordate? Forse è il caso di citarne qualcuna per farvi ritornare in mente qualcosina e farvi ravvedere dai vostri commenti inopportuni e inappropriati. E vi prego di leggere i loro nomi fino all’ultima: Tricase, Astrea, Albanova, S. Anastasia, Gladiator, Real Marcianise, Celano Olimpia, Noicattaro, Scafatese, Aversa Normanna, Isola Liri, Vico Equense, Neapolis Mugnano, Pomezia, Aprilia, Gavorrano, Arzanese, Ebolitana, Lupa Roma, Lupa Castelli, Sicula Leonzio, Monterosi Tuscia, Gelbison e tante, tante altre. Quanto è brutto avere la memoria corta, non è vero! Ora, invece, siamo in serie B. Per il terzo anno consecutivo. Con due classificazioni ai play-off validi per la promozione in serie A. E bisogna sentire ancora queste critiche e vedere gente che storce il muso dopo appena due giornate di campionato. Ma siamo veramente all’aberrazione del calcio. Con una società di serie A alle spalle che ha un’organizzazione impeccabile. Che è rispettata in Lega e soprattutto considerata (vedi l’elezione all’unanimità a consigliere di Lega del nostro presidente Floriano Noto). Insomma, per farla breve, devo dire che il buon Brontolo, da poco andato in pensione, ha fatto ferro e fuoco per intervenire su questo articolo ed in parte l’ho accontentato, ma se avessi dovuto lasciargli il campo libero, non avrei saputo fino a che punto sarebbe potuto arrivare. La verità, cari amici, è che questa squadra si è rinnovata e non ha paura di giocarsela con tutti, scommettendo su giovani di grande prospettiva, con alle spalle alcuni senatori a fare da chioccia e con un allenatore emergente, che vuole realizzare un suo progetto di gioco, con i suoi concetti e principi, indipendentemente dal modulo da adottare e che, tra l’altro, è in grado di far cambiare alla propria squadra in qualsiasi momento, mettendo così in risalto una certa camaleonticità ed un certo trasformismo tattico. Però, per ottenere i risultati c’è bisogno di tempo. Come lo ha avuto Vivarini e come poi lo ha avuto anche Caserta. Per cui, detto ciò, aggiungerei un fatto importante che sinora si è più volte verificato. E cioè che questa società è in grado di intervenire in corsa per correggere il tiro su alcune scelte, eventualmente sbagliate e su situazioni contingenti (vedi infortunio a Pompetti) che si potrebbero verificare durante l’arco della stagione. Perciò, siamo in una botte di ferro e la stragrande maggioranza della tifoseria appoggia, sostiene e supporta questa proprietà, questa squadra e questo allenatore, convinta com’è che, anche quest’anno diranno la loro alla grande. Stiamo quindi tutti tranquilli e dopo la sosta per le Nazionali (a proposito il Catanzaro contribuisce all’Under 20 italiana con Liberali e Rispoli e a quella albanese con Bashi) testa e cuore alla Carrarese di mister Calabro, che devo dire sta veramente sorprendendo (in testa alla classifica in coabitazione con altre squadre) e che per il Catanzaro sarà probabilmente il primo vero test di stagione. Dovremo essere concentrati, come si è visto nelle prime due uscite e con la già risaputa compattezza di squadra che fa ben sperare per il futuro. A questo punto, non ci resta altro che formulare il nostro “in bocca al lupo” a tutti e che la fortuna ci accompagni.

