La conquista della finale da parte del Catanzaro, a prescindere dal suo esito, ha diverse chiavi di lettura, ma ne bastano due.
La prima è che anche la Calabria è capace di esportare modelli vincenti quando si programma, s’investe e si crede con serietà e passione in qualcosa.
La seconda è prettamente sportiva e, in maniera plastica e iconica, è rappresentata da questa fotografia.
Il sangue di un irriducibile e straripante Costantino Favasuli da Africo ha ridestato, più di ogni altra cosa, la fierezza e l’orgoglio dell’appartenenza.
Non bastano parole, speculazioni dotte o sofismi di ogni genere.
Chi è legato davvero alla nostra terra in quest’immagine ha visto scorrere la sofferenza e la speranza. Non solo per una vittoria o per una semplice finale calcistica. Ma la sofferenza e la speranza per una Calabria che non può e non deve arrendersi.
Il sangue di Costantino Favasuli da Africo, sono certo, ha raccolto tutti i calabresi che, al netto di ormai antistorici campanili, vogliono ancora bene alla Calabria.
Il sangue, si sa, è sempre stato un elemento di pacificazione e di rinascita.
Adesso, però, sto sconfinando.
Sono felice di poter pensare solo una cosa.
Costantino Favasuli da Africo è quella strada negata al suo paese e ai tanti paesi della Calabria che è ancora possibile.