Il Monza sale in Serie A.
Lo dice il regolamento, lo dice la classifica e lo dice il verdetto finale.
Eppure, appena l’arbitro fischia la fine, l’Italia non parla del Monza, la cui promozione diventa subito uno sfondo sbiadito sul palcoscenico del Catanzaro.
Tutti parlano di una squadra che va a Monza e gioca una partita straordinaria, parlano di cinquemila tifosi che attraversano l’Italia anche senza biglietto solo per esserci. Non per vedere. Non per apparire. Ma solo per sostenere.
Parlano di bandiere, di cori, di lacrime e di orgoglio.
Parlano di quanto il Catanzaro avrebbe meritato la Serie A!
Tutti sentono il bisogno di dire qualcosa, persino i tifosi del Palermo non si capacitano del perché, l’Italia si commuova davanti alle lacrime dei catanzaresi e non per quelle di Inzaghi.
Ed io mi sono chiesta perché!
Ho letto molto a riguardo e tanti dicono che il Catanzaro non è soltanto una squadra di calcio ma un sentimento di appartenenza e di identità.
Io invece, credo che la risposta stia nel fatto che Catanzaro è la città del PONTE.
Il Catanzaro possiede qualcosa di raro, forse di unico nel calcio moderno, il Catanzaro ha il potere di UNIRE!
Unisce le famiglie, al Ceravolo infatti, padri e figli si prendono per mano, nonni e nipoti condividono emozioni che nessuna televisione può raccontare.
Unisce uomini e donne, perché il Catanzaro non appartiene a una categoria, a un’età o a un genere.
Unisce i quartieri, dalle periferie al centro storico, dalle frazioni alle vie più eleganti della città, quando gioca il Catanzaro le differenze scompaiono.
Unisce i ceti sociali, in curva, in tribuna o davanti a uno schermo, il professionista e l’operaio, l’imprenditore e lo studente sono semplicemente tifosi.
Unisce chi è rimasto e chi è partito, perché il Catanzaro è il filo invisibile che continua a legare alla propria terra migliaia di calabresi sparsi in tutta Italia e nel mondo.
Unisce le generazioni, infatti, chi ha vissuto la Serie A degli anni Settanta racconta ai più giovani le proprie emozioni, e i più giovani le fanno proprie come se fossero ricordi personali.
E oggi il Catanzaro riesce a fare qualcosa di ancora più straordinario.
Unisce l’Italia!
Perché in queste ore l’Italia che non gioisce con il Monza e non si stringe attorno ai tifosi del Palermo, si commuove per il Catanzaro.
Per quei ragazzi che lottano fino all’ultimo secondo.
Per quella tifoseria che offre uno spettacolo meraviglioso senza violenza e senza odio.
Per quella città che continua a credere nei propri sogni.
Forse è proprio vero, il destino del Catanzaro è scritto da sempre nel simbolo della città e mentre gli altri dividono, il Catanzaro come il suo ponte, continua ostinatamente a unire!